Piena sintonia tra Italia e Grecia su migranti e profughi. Polemiche e accuse in Germania

Piena sintonia tra Italia e Grecia su migranti e profughi. Polemiche e accuse in Germania
Osmedreloaded n.7 ottobre 2017

I rapporti tra Italia e Grecia caratterizzano da sempre l'identità non soltanto del Mediterraneo ma di tutta l'Europa. Attraverso le relazioni millenarie tra queste due grandi civiltà è possibile gettare luce su tutta una vastissima serie di aspetti culturali, politici, sociali, economici e artistici alla base della nostra quotidianità. Per questa serie di motivazioni ogni volta che le due nazioni entrano a contatto esistono molte ottime ragioni per seguire con attenzione l'evolversi dei rapporti reciproci e le proposte che da questi incontri emergono per l'Europa stessa e per le istituzioni comunitarie in particolare. Un nuovo episodio che caratterizza i rapporti bilaterali italo-ellenici si è avuto recentemente con la visita di Stato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Grecia.

Al centro dei colloqui al vertice tra Mattarella e i massimi esponenti delle istituzioni elleniche tutta una serie di tematiche che spaziano dalla politica alla cultura e all'economia e tra di essi spiccano per gli interessi del nostro Osservatorio anche (ma non solo) i ragionamenti e le proposte che Atene e Roma hanno sviluppano e offerto in merito alla questione delle migrazioni nell'ottica, appunto, della rafforzata solidarietà tra i due paesi a spiccatissima vocazione mediterranea. Il presidente della Repubblica italiana ha avuto modo di incontrare il suo omologo ellenico Procopis Pavlopoulos e il primo ministro del governo Syriza-Anel Alexis Tsipras.

Durante il secondo colloquio in ordine di tempo, Mattarella è stato ricevuto da Tsipras presso il Megaro Maximou, il palazzo del primo ministro ad Atene. Tsipras ha ricordato subito la storia comune e la sorte comune che legano i due paesi: “Ci troviamo oggi, in quanto paesi dell'Unione Europea, dell'eurozona, dell'Europa meridionale, davanti a sfide comuni, alla sfida della crisi economica ma anche alla sfida lanciata dai flussi dei profughi. La nostra collaborazione, dunque, come anche quella di tutti i paesi del Mediterraneo è di valore cruciale per la creazione di un'Europa migliore”. Il premier greco ha poi sottolineato l'importanza del rafforzamento dei rapporti tra Italia e Grecia in tutta una serie di settori tra i quali, ha detto Tsipras, non va assolutamente dimenticato quello della cultura, trattandosi dell'arma forte a disposizione di entrambi i paesi. Il presidente italiano ha dal canto suo ringraziato Tsipras per la calorosa accoglienza e ha ripreso i suoi ragionamenti sul comune retaggio e sulle sfide condivise. Mattarella ha poi fatto riferimento alla crisi economica che ha duramente colpito i due paesi sottolineando al contempo come essa vada superata in collaborazione con tutti gli Stati europei puntando anche al rafforzamento dell'occupazione. Per quanto concerne la crisi dei migranti Mattarella ha ricordato come il peso di questa colossale sfida sia sostenuto da Italia e Grecia aggiungendo che “L'Europa tuttavia, deve impegnarsi maggiormente. L'Europa deve rafforzare il sostegno che fornisce a Grecia e Italia poiché tale questione assieme a quella dei profughi non rappresentano soltanto un problema di Italia e Grecia ma di tutta l'Europa”.

In precedenza Sergio Mattarella era stato ricevuto anche da Procopis Pavlopoulos. Il presidente ellenico ha sottolineato che la visita di Mattarella ad Atene avviene in un periodo nel quale le due nazioni e i due popoli vivono, seppur con intensità e forme diverse le conseguenze di due crisi che superano i rispettivi confini poiché tendono ad assumere i caratteri di crisi di un periodo storico e crisi per le sorti della comune famiglia europea e dell'edificio europeo. Mattarella ha voluto ribadire il fatto che il rapporto di amicizia tra Italia e Grecia sia profondamente radicato nella storia aggiungendo che sia la storia che la geografia hanno riservato un percorso comune per la Grecia e per l'Italia. Il presidente italiano ha infine ricordato come i due paesi abbiano interpretato un ruolo di primissimo piano nello sviluppo di valori e principi diacronici, sui quali si è poggiata tutta la civilizzazione occidentale e quindi anche la stessa Unione Europea.

La questione ampia e complessa della gestione dei flussi di profughi e migranti interessa molto da vicino i paesi all'interno dell'Unione Europea che gli stessi profughi e migranti considerano loro destinazione finale e tra di questi al primo posto c'è la Germania. Le recenti elezioni politiche tedesche hanno portato alla ribalta forze estremamente xenofobe e nazionaliste e dunque sono da attendersi prese di posizione e iniziative non certo concilianti né tanto meno collaborative da parte di queste forze il cui peso crescente inevitabilmente avrà ripercussioni sul mandato politico rinnovato ma con maggiori difficoltà ad Angela Merkel. Proprio in questa ottica si può leggere il recente articolo del domenicale Welt am Sonntag di accusa nei confronti della autorità elleniche circa la gestione dei flussi di migranti e profughi. La pesante accusa riguarda i falsi dati che le autorità di Grecia fornirebbero circa la reale presenza di profughi sul suo territorio peninsulare e insulare che si attesterebbe attorno alle 40 mila unità contro invece il dato fornito da Atene di 62 mila persone. Inoltre la testata tedesca lancia una accusa ancor più pesante al governo ellenico e cioè quella di non rispettare gli accordi e i regolamenti europei in materia di sorveglianza dei confini con il nord del paese al fine di lasciare liberi profughi e migranti di seguire il cosiddetto “corridoi balcanico” e raggiungere quindi il centro Europa e la Germania. L'organo di stampa teutonico cita anonime fonti di polizia tedesche e funzionari europei di alto livello e collega l'accusa al dato che vede arrivare in terra di Germania ogni mese circa 15 mila richiedenti asilo provenienti principalmente dai Balcani. Il giornale tedesco chiama in causa nello stesso contesto anche le autorità di Bulgaria sottolineando al contempo che essa si sta trasformando rapidamente in importante paese di transito e crocevia per profughi e migranti provenienti dalla Turchia. Il reportage del Welt am Sonntag sostiene in chiusura che alla luce di tutto ciò le autorità europee stanno valutando l'ipotesi di rafforzare Frontex alle frontiere tra Bulgaria e Turchia.

Recentemente a Lampedusa c'è stata una cerimonia commemorativa della strage in mare di migranti e profughi provenienti dall'Africa sub-sahariana, alla presenza di alte autorità politiche italiane tra cui il presidente del Senato Grasso. Il triste anniversario del naufragio in cui il 3 ottobre 2013 persero la vita trecento sessantotto persone e se ne salvarono cento quarantacinque superstiti è stato anche occasione per gli abitanti dell'isola di accogliere nuovamente alcuni dei sopravvissuti che nel frattempo si sono trasferiti nel nord Europa. Di fronte alla solidarietà e generosità di queste persone e alle loro storie che raccontano di una lunga tradizione di accoglienza, rispetto, apertura mentale e fratellanza, valori che proprio i due presidenti Mattarella e Pavlopoulos hanno richiamato nel loro colloquio, i calcoli aridi e le rigidità tedesche e di molti ambienti burocratici dell'Unione Europea fanno riflettere sulla lontananza tra queste realtà mediterranee e altre priorità e considerazioni. 

22/10/2017

Autore: 
Rigas Raftopoulos

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